Giugno 1999

Prima di raccontarvi  questo matrimonio devo dirvi che facendomi due conti con carta e penna alla mano in realtà ho “solo” fatto da testimone cinque volte su 11 matrimoni a cui ho assistito. Tralascio ovviamente quelli a cui non ho assistito perché non invitata ma ai quali ho dovuto fare ugualmente un regalo.
Chiusa la parentesi, posso solo dirvi che questo matrimonio svoltosi nel giugno del ’99 purtroppo é durato poco (due anni) e incrociando le dita é l’unico che non ha retto, ma era anche un pò prevedibile e purtroppo é l’unico di cui non ricordo neanche un fotogramma e devo farmi aiutare da una mia amica, quella che si é sposata con il suo ex compagno di scuola, per la precisione.

Mi dice che quel giorno faceva molto caldo, era la fine di Giugno, anche qui il giorno é black out completo. Faceva caldo, ora ricordo, perché ero appena tornata da un week end al mare ad Anzio da una mia cara amica (del suo matrimonio parlerò quando si arriverà al 2006) e mi ero completamente ustionata il viso e sopratutto i piedi che chissà come mai tralascio sempre quando si tratta di spalmarci sopra la crema!
Avevo un paio di sandali con tacco dieci che mi stavano ammazzando sopratutto per l’ustione che avevo intorno alle dita. Il viso poi non lo truccai neanche tanto era paonazzo. Stavo vivendo una vera e propria tortura tanto che fui  una delle prime ad uscire dalla chiesa per cercare un pò di refrigerio. Avevo fame, sete ed ero insofferente. Volevo solo tornare a casa, togliermi le scarpe e maledirmi mille volte per non aver usato nessuna crema protetezione 10.
Poi mi calmai grazie all’apertivo pre-cena. Ingurgitai i soliti due bicchieri di rossini, bellini, prosecco piuttosto che succhi di frutta analcolici. Foto, musica, cena altro black out. Ricordo solo una villa bellissima sotto le colline di Fiesole, a San Domenico forse, poi niente.
In quell’occasione il vestito che avevo era color lilla al ginocchio con un taglio sottoveste e sciarpa di seta color perla dello stesso colore delle scarpe. Un altro ricordo che ho la chiesa. Una strana chiesa antica dalla facciata ma iper moderna all’interno. Ci tornai anche per una messa di Natale con un mio amico un pò l’anno dopo e ricordo che fu la messa di Natale più veloce della storia: mezz’ora di orologio, senza esagerare. A mezzanotte e mezzo eravamo già tra le braccia di Morfeo! Una pacchia.

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