UNA TESTIMONE PERFETTA

Ricordo ancora la prima volta (da testimone, che avete capito?), 30 agosto 1997.

Poche ore dopo sarebbe morta la mia grande icone di stile, Lady D.

Ero appena tornata da Londra, dopo aver trascorso l’anno più bello della mia vita e ancora non mi ci volevo proprio riabituare all’idea che sarei tornata nella culla del Rinascimento e avrei ripreso la mia vita, mi sarei dovuta ricercare un lavoro, avrei rivisto i soliti amici che in quell’anno ne avevano fatte di cotte e di crude e che insomma la pacchia era finita e che due anni dopo avrei compiuto i fatidici trent’anni.

Avrei preferito trascorrere quei giorni che mi separavano da quel matrimonio a poltrire e cullarmi tra i dolci ricordi di Bond Street, Kensigton Hyde Park e la mia amata alcova nei pressi di Portobello Road, invece fu tutto un correre come una pazza per le strade di Firenze e dintorni tra parrucchieri, prove del vestito, acquisti di scarpe e borse e ovviamente l’acquisto delle fedi per gli sposi.

Era la prima persona che si sposava della mia famiglia e fino a quel momento io mi lagnavo sempre che non ero mai stata ad un matrimonio, che mi sarebbe piaciuto tanto andarci, insomma non ero consapevole che da lì a non molto avrei assistito a circa 20 matrimoni in 10 anni anche se non a tutti come testimone, per fortuna!

Mia madre aveva confezionato uno degli abiti più belli che abbia mai avuto.

E’ sempre stata una sarta, anche di alta moda, negli anni sessanta, ma quel mondo non le era mai piaciuto quindi quando nacqui io lo abbandonò completamente, lavorando solo per me.

Se avessi una foto in digitale la posterei, purtroppo a quel tempo esisteva ancora il cartaceo, ma l’effetto che produceva era straordinario.

Fantasia di chiffon color arancio con sottogonna verde salvia altrettanto di chiffon. Il modello poteva ricordare il sari indiano. L’acconciatura era alta sulla nuca con dei riccioli che mi cadevano sulle spalle, ai piedi un bel paio di sandali gioiello neri.

Insomma a dirla come si dice oggi: facevo la mia porca figura.

Un consiglio a tutte quelle che da ora in avanti si troveranno ad essere testimoni di nozze: le scarpe usatele prima di indossarle per tutta una serata o per tutto il giorno, perché potrebbero rovinarvi la vita, poi guardatevi sempre intorno perchè non si sa mai (quello sarà un altro capitolo) e quando in chiesa arriverete al momento fatidico delle firme sull’altare copritevi il davanzale (se é estate e siete scollate) perché siamo in Chiesa e perché l’occhio del prete potrebbe, ahimé sono uomini anche loro, far capolino proprio lì nel mezzo.

A me é accaduto l’anno scorso quando avevo un vestito con decolleté veramente generoso e dal filmino si vede benissimo che il prete, mmm, aveva appoggiato l’occhio svariate volte.

 

Ho appena appreso che uscirà un film ad Ottobre che si intitola 27 dresses (27 vestititi) e narra la storia di una ragazza costretta ad andare ai matrimoni delle amiche indossando sempre l’abito della damigella d’onore, finché non le tocca di partecipare al matrimonio del suo grande amore…a me per fortuna non é mai capitato e spero proprio che non mi debba mai capitare!

Alla prossima

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